Stili alimentari planetari: il modello Planetary Diet

Il parere dei nostri esperti sulla dieta che salva salute umana e ambientale

La corretta alimentazione è un pilastro della salute in tutto il mondo ma nello stesso tempo regimi scorretti causano 8 milioni di morti l’anno nel mondo. Sono tanti quante le morte causate dal tabacco, il che rende conto dell’impatto che diete sbagliate possono avere sulla salute a breve, medio e lungo termine. La giusta combinazione di alimenti e nutrienti ha un impatto sul DNA e permette di ‘accendere’ geni protettivi ad esempio rispetto al cancro, mentre vale allo stesso tempo l’assunto contrario, ossia l’accensione di oncogeni capaci di innescare patologie.

“Abbiamo davanti agli occhi la chiave per diminuire l’impatto delle principali cause di morte e cronicità – sottolinea Maurizio Muscaritoli, Direttore UOC Medicina Interna e Nutrizione Clinica del nostro Policlinico e presidente SINuC -: promuovere ed adottare stili alimentari planetari, di tipo mediterraneo, più semplici, basati su alimenti freschi e non processati, cibi locali e coltivati in modo sostenibile, così come hanno sottolineato gli esperti intervenuti al “Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari +2 – Un bilancio” il 24-26 luglio scorso presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) a Roma.

Eppure l’impatto della nutrizione è ancora sottovalutato in salute e in malattia”. “Nel Report emerso dal Forum Nutrendo 2023 – aggiunge – hanno riscontrato che nel 24% dei Corsi di Medicina e Chirurgia non esiste alcun riferimento all’insegnamento dello screening nutrizionale. Mentre la Malnutrizione per difetto non è trattata nel 20% dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia”.

Lo stato nutrizionale dei pazienti oncologici, ad esempio, non è ancora adeguatamente considerato come fattore di rischio. Eppure, la perdita di peso e massa muscolare (presente nel 50% al momento della diagnosi in questa classe di pazienti) è strettamente collegata all’interruzione delle terapie, fragilità e mortalità evitabile”

“Nel 2019 la Commissione EAT della rivista Lancet ha proposto un modello alimentare sostenibile sia per la salute che per la tutela dei suoli e dell’ambiente in termini di emissione dei gas serra. Proprio pochi giorni fa sono stati presentati i risultati dell’applicazione del Planetary Health Diet Index a due coorti di 100mila uomini e donne americani seguiti dal 1986 al 2018 (1). L’indice ha lo scopo di misurare gli effetti delle scelte alimentari sulla salute e sull’ambiente e si è osservato che alla maggiore adesione alla dieta Planetaria corrisponde un rischio di morte inferiore del 25% per 4 cause: cancro, malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative e respiratorie” spiega Alessio Molfino del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione della Sapienza Università di Roma. Più nel dettaglio l’adesione ad un regime di Dieta Planetaria ha mostrato una diminuzione del rischio del 15% per cancro, 20% per le patologie neurodegenerative e del 50% per quelle respiratorie. Con un netto vantaggio rispetto alla cronicità, che è in tutto il mondo occidentale la sfida della sanità del futuro”.
La dieta planetaria rispetta tradizioni locali e preferenze.

Il modello Planetary Diet, caratterizzato da una varietà di alimenti vegetali di alta qualità e basse quantità di alimenti a base animale, cereali raffinati, zuccheri aggiunti e grassi malsani, è progettato per essere flessibile per adattarsi a situazioni locali e individuali, tradizioni e preferenze dietetiche. l’adozione globale di questa dieta sanitaria planetaria fornirebbe importanti benefici per la salute. Gli studi di modellazione mostrano che tra 10,9 e 11,6 milioni di morti precoci potrebbero essere evitate ogni anno, una riduzione dal 19% al 23,6% rispetto agli attuali tassi di mortalità degli adulti.

Cambiamenti necessari

Rispetto alle diete attuali, questo cambiamento richiederà che il consumo globale di alimenti come la carne rossa e lo zucchero diminuisca del 50%, mentre il consumo di frutta, noci, verdura e legumi deve raddoppiare. È intuibile come tutto ciò debba comportare notevoli investimenti nella ricerca di fonti alimentari ‘alternative’ nell’ottica della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare, conclude Muscaritoli.

Fonte:
https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2023-07-26/sinuc-investire-dieta-planetaria-permette-diminuire-rischio-morte-25percento-150420.php?refresh_ce=1&uuid=AFgWgSM

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