Il 5 giugno 2026 è stato inaugurato all’Edificio “George Eastman” del Policlinico Umberto I il nuovo Ospedale di Comunità, un presidio pensato per potenziare la sanità territoriale e garantire una migliore continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Si tratta della prima struttura di questo tipo inserita direttamente nel perimetro del Policlinico, che ne assicurerà la gestione e l’integrazione nei percorsi clinici.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lazio – Francesco Rocca, la vice presidente – Roberta Angelilli, il consigliere regionale Mario Crea, componente VII Commissione – Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, il direttore generale della AOU Policlinico Umberto I – Fabrizio d’Alba e il direttore amministrativo, la direttrice sanitaria – Maria Augurusa.
L’Ospedale di Comunità, situato al terzo piano in viale Regina Elena 287/b, dispone di 20 posti letto destinati a pazienti clinicamente stabilizzati che necessitano di assistenza infermieristica continuativa, supervisione medica programmata e percorsi di recupero funzionale prima del rientro al domicilio o del trasferimento verso altri servizi territoriali. La struttura è stata realizzata nell’ambito della Missione 6 Salute del PNRR e in attuazione del DM 77/2022 e con il 20% dell’investimento proveniente da risorse regionali.
«L’Ospedale di Comunità – ha evidenziato il direttore generale d’Alba – rappresenta un contributo fondamentale: non solo favorirà dimissioni protette e appropriate, ma sarà anche uno strumento essenziale per evitare ricoveri impropri. In un grande Policlinico come il nostro, questa struttura assume un valore aggiunto, perché crea nuove consuetudini di collaborazione tra professionisti e rende più fluidi i percorsi dei pazienti che passano dalla fase acuta a quella sub‑acuta. Siamo convinti che questa esperienza avrà anche una forte valenza formativa: permetterà ai giovani professionisti di conoscere da vicino la sanità territoriale, un ambito che spesso non incontrano durante i tirocini ospedalieri, contribuendo così a formare competenze più complete e integrate.»
Il nuovo presidio si configura come un modello innovativo di sanità di prossimità, pensato per rispondere ai bisogni di pazienti fragili, anziani e pluripatologici, contribuendo a ridurre degenze inappropriate, prevenire riospedalizzazioni e rafforzare l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi domiciliari.
L’attività sarà integrata con il Policlinico Umberto I, la Centrale Operativa Territoriale (COT), i distretti sanitari, i medici di medicina generale, le cure domiciliari e la rete delle cure intermedie. Centrale sarà l’organizzazione multidisciplinare, basata sulla collaborazione tra medici, infermieri, oss, professionisti della riabilitazione e assistenti sociali.
La struttura, progettata secondo gli standard nazionali e regionali, offre ambienti moderni, accessibili e orientati al recupero dell’autonomia del paziente.
Rappresenta uno degli interventi cardine del processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso dalla Regione Lazio e sostenuto dal PNRR.







