L'intervista a Quotidiano Sanità
Servizio TOBIA, il Direttore Generale Fabrizio d'Alba: «Confermata l'efficacia del modello di presa in carico»
Il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, traccia un bilancio del primo anno del Servizio TOBIA: un modello di presa in carico multidisciplinare e personalizzata che migliora l’accesso alle cure per le persone con disabilità complessa non collaborante e rafforza il sostegno ai caregiver.
A oltre un anno dall’avvio delle attività, il Servizio TOBIA del Policlinico Umberto I conferma l’efficacia di un modello organizzativo sviluppato per garantire un’assistenza dedicata alle persone con disabilità complessa non collaborante, ovvero pazienti con gravi difficoltà cognitive, comportamentali o relazionali che possono incontrare ostacoli nell’accesso ai percorsi sanitari tradizionali.
Il servizio, inserito nella rete regionale TOBIA-DAMA, si basa su una presa in carico personalizzata, sull’integrazione tra ospedale e territorio e sul coordinamento costante tra professionisti sanitari, pazienti e caregiver.
«Abbiamo ormai alle spalle più di un anno di attività – spiega il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba – e possiamo affermare che il servizio si è sviluppato su basi solide. Ha potuto contare sull’esperienza già maturata nella presa in carico di pazienti con questo tipo di disabilità, in particolare nell’odontoiatria pediatrica, ampliando progressivamente il proprio intervento a numerose altre specialità».
Oltre mille pazienti presi in carico
Nel primo anno di attività il Servizio TOBIA ha registrato oltre mille pazienti presi in carico. Di questi, il 43% è costituito da bambini e ragazzi sotto i 18 anni, il 44% da persone tra i 18 e i 65 anni, mentre una quota significativa riguarda pazienti con più di 65 anni.
«È un dato particolarmente importante – sottolinea d’Alba – perché evidenzia la presenza di persone nelle quali alla disabilità si aggiungono le fragilità legate all’età avanzata. Si tratta di pazienti che richiedono percorsi assistenziali ancora più articolati».
Per quanto riguarda le condizioni cliniche, circa il 45% degli utenti presenta una disabilità grave, mentre il restante 55% è rappresentato da persone con disturbi dello spettro autistico o disabilità di natura cognitivo-relazionale.
Sono situazioni che richiedono modalità assistenziali dedicate, nelle quali anche prestazioni comunemente considerate semplici possono diventare complesse a causa della limitata collaborazione del paziente o della presenza di ulteriori condizioni di disabilità.
Per questo il Servizio TOBIA non si limita a facilitare l’accesso alle prestazioni, ma costruisce per ogni persona un percorso assistenziale personalizzato, calibrato sulle esigenze cliniche, relazionali e organizzative.
Un modello multidisciplinare
L’esperienza maturata al Policlinico Umberto I conferma uno dei principi su cui si fonda il modello TOBIA: la necessità di collocare questi servizi all’interno di ospedali in grado di garantire competenze multidisciplinari.
Accanto all’odontoiatria, tra le specialità maggiormente coinvolte figurano cardiologia, endocrinologia, medicina interna, oculistica, dermatologia, ortopedia, gastroenterologia e diagnostica per immagini.
«I dati confermano che questi pazienti hanno bisogni assistenziali molto diversificati – osserva il Direttore Generale –. La scelta di sviluppare i Centri TOBIA all’interno di strutture ospedaliere di secondo livello si è dimostrata appropriata proprio perché consente di integrare numerose competenze specialistiche in un unico percorso di cura».
Un aspetto particolarmente significativo riguarda il supporto anestesiologico. Circa il 20% dei pazienti ha infatti avuto necessità di sedazione o assistenza anestesiologica anche per prestazioni normalmente eseguibili senza questo supporto, come prelievi di sangue, elettrocardiogrammi, visite specialistiche o esami diagnostici.
«Anche questo elemento conferma quanto sia importante poter contare su un’organizzazione ospedaliera adeguata, capace di garantire condizioni di sicurezza e accessibilità per ogni paziente», aggiunge d’Alba.
La centralità della presa in carico
Il modello organizzativo del Servizio TOBIA si fonda sulla collaborazione tra referente clinico e case manager, figure che coordinano il percorso assistenziale e accompagnano il paziente nelle diverse fasi della presa in carico.
«La personalizzazione rappresenta l’elemento distintivo del servizio – spiega d’Alba –. Ogni percorso viene costruito sulla base delle caratteristiche della persona e dei suoi bisogni specifici. È un modello che richiede risorse, professionalità e tempi dedicati, ma che consente di garantire un’assistenza realmente appropriata».
Secondo il Direttore Generale, il valore del progetto risiede proprio nella capacità di adattare l’organizzazione sanitaria ai bisogni della persona, favorendo un accesso alle cure più equo e inclusivo.
Formazione e sostegno ai caregiver
La disponibilità di ambienti dedicati e di personale specificamente formato rappresenta un ulteriore elemento qualificante del Servizio TOBIA.
Il percorso formativo regionale TOBIA-DAMA, promosso dalla Regione Lazio, coinvolge operatori ospedalieri, medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali e personale dell’emergenza con l’obiettivo di diffondere competenze comuni nella gestione delle persone con disabilità complessa.
Anche il Policlinico Umberto I ha partecipato alle attività formative dedicate agli operatori dei Centri TOBIA, contribuendo alla definizione di modelli organizzativi e procedure condivise.
«Per assistere questi pazienti sono indispensabili sensibilità e attenzione, ma anche competenze specifiche», evidenzia d’Alba.
Accanto agli aspetti organizzativi, emerge anche il valore umano dell’esperienza maturata in questo primo anno.
«Parlando con molti caregiver – conclude il Direttore Generale – ho raccolto testimonianze di famiglie che ci hanno raccontato di aver trovato un punto di riferimento, un luogo in cui sentirsi finalmente accompagnate. È un risultato che conferma come la presa in carico non riguardi soltanto il paziente, ma coinvolga l’intero nucleo familiare».
Guardando al futuro, il Policlinico Umberto I intende proseguire nello sviluppo del Servizio TOBIA, rafforzando ulteriormente il sostegno alle famiglie e ai caregiver, nella consapevolezza che la qualità dell’assistenza passa anche dalla capacità di prendersi cura di chi accompagna quotidianamente le persone più fragili nel loro percorso di cura.
Fonte: quotidianosanità.it
Rassegna on-line:
Servizio TOBIA, oltre mille pazienti presi in carico al Policlinico Umberto I
