Autismo 4.0: innovare per includere, comprendere per accogliere

Un percorso condiviso tra scienza e umanità per valorizzare ogni unicità, sostenere le famiglie e costruire contesti capaci di ascoltare, adattarsi e far crescere ogni persona lungo tutto l’arco della vita

Il contesto

Il 2 aprile, si celebra la Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, nata per promuovere una maggiore comprensione dei disturbi dello spettro autistico, favorire l’inclusione e contrastare ogni forma di isolamento.

La Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo rappresenta ogni anno un momento fondamentale per accrescere la comprensione, promuovere l’inclusione e rafforzare il rispetto dei diritti delle persone con disturbo dello spettro autistico. Istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite, questa ricorrenza richiama l’attenzione sull’importanza di contrastare ogni forma di discriminazione e isolamento, sostenendo al contempo la ricerca scientifica e la diagnosi precoce.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’autismo riguarda circa un bambino su 77, con una maggiore incidenza nei maschi, e coinvolge complessivamente circa 500mila persone in Italia. Numeri che raccontano una realtà diffusa, che richiede risposte sempre più attente, competenti e coordinate.

Come hanno sottolineato gli organizzatori del convegno svoltosi presso l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile Giovanni Bollea  sul tema  “Autismo 4.0: innovazione e inclusione”,  la giornata non deve essere soltanto un’occasione informativa, ma un’opportunità per riflettere e agire. È necessario impegnarsi nella costruzione di contesti capaci di accogliere ogni unicità, affinché nessuno resti indietro e ogni persona possa trovare il proprio spazio di espressione e partecipazione.

Il convegno

In questo quadro si è inserito il convegno annuale che ha celebrato, martedì 31 marzo presso l’aula magna dell’istituto la giornata internazionale per la consapevolezza sull’autismo viene organizzato tutti gli anni.

Quest’anno il tema scelto è “Autismo 4.0: innovazione e inclusione”. Un titolo che racchiude due parole chiave del nostro tempo, ma anche due responsabilità profonde: quella di comprendere e quella di costruire insieme.

Quando parliamo di disturbo dello spettro autistico, ci confrontiamo con una realtà complessa e sfaccettata, che la ricerca scientifica continua a esplorare e ridefinire. Sappiamo quanto sia ampia la variabilità dei profili: differenze nei livelli di funzionamento cognitivo, nelle competenze comunicative, nelle modalità relazionali e nei comportamenti adattivi. Questa eterogeneità non è soltanto un dato clinico, ma un elemento che ci interpella profondamente come comunità scientifica e professionale, spingendoci a superare approcci standardizzati e a costruire interventi realmente personalizzati.

Ma accanto alla complessità scientifica, c’è una dimensione che non possiamo mai perdere di vista: quella umana. Parlare di autismo significa parlare di bambini, ragazzi, persone, delle loro esperienze quotidiane, delle loro sfide ma anche delle loro risorse, delle loro modalità uniche di percepire e interpretare il mondo. Significa parlare di famiglie, spesso impegnate in percorsi complessi, e di contesti che possono essere facilitanti oppure, al contrario, ostacolanti.

Il tema dell’inclusione, è stato al centro del nostro incontro, si è inserito pienamente in questa prospettiva. Inclusione non è una parola da enunciare, ma una pratica da costruire giorno dopo giorno. Significa progettare ambienti che non chiedano alla persona di adattarsi a tutti i costi, ma che siano essi stessi capaci di adattarsi, di accogliere, di essere flessibili. Significa creare contesti educativi, sociali e lavorativi che rendano possibile una partecipazione reale, significativa e dignitosa lungo tutto l’arco della vita.

E in questo percorso, l’innovazione rappresenta una risorsa straordinaria. Le tecnologie assistive, i supporti alla comunicazione, le piattaforme digitali per l’apprendimento, fino alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale, stanno aprendo scenari nuovi e promettenti. Possono facilitare la comunicazione, sostenere l’autonomia, ampliare le opportunità di apprendimento e di partecipazione.
Tuttavia, è importante ricordare che l’innovazione, da sola, non è sufficiente. Il suo valore dipende da come viene utilizzata, da quanto è accessibile, da quanto è realmente centrata sui bisogni della persona. La tecnologia deve essere uno strumento al servizio della relazione, non un sostituto. Deve integrarsi in modelli teorici solidi e in pratiche evidence-based, mantenendo sempre una forte attenzione agli aspetti etici e alla qualità della vita.

Questo convegno nasce proprio da questa esigenza: creare uno spazio di dialogo interdisciplinare, in cui competenze diverse possano incontrarsi, confrontarsi e arricchirsi reciprocamente. Clinica, ricerca, scuola, servizi e politiche pubbliche non possono procedere in modo separato: è solo attraverso una collaborazione reale e continuativa che possiamo costruire interventi più efficaci, sostenibili e inclusivi.

Il Programma

Introduzione

Francesco Pisani

Saluti istituzionali e delle associazioni

Magnifica Rettrice Antonella Polimeni
Direttore Generale Fabrizio D’Alba
Presidente “Le Ali dei Pesci” Michele Bonetti
Presidente Carla Consuelo Fermariello
Assessora Claudia Pratelli
Assessore Massimiliano Maselli
Presidente Antonello Aurigemma


10:30 – 13:00 | Sessione: Dalla ricerca alla cura

Moderatore: Carla Sogos

10:30 – 11:00
Presentazione del laboratorio clinico e di ricerca sulle nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale
Maria Eugenia Martelli, Carla Sogos

11:00 – 11:30
Dallo sguardo alla collaborazione: tecnologie innovative per l’autismo
Marco Carli, Anna Ferrarotti

11:30 – 12:00
Reti neurali e intelligenza artificiale a supporto della diagnosi
Massimo Panella, Emanuele Piuzzi

12:00 – 12:30
La musica come facilitatore nel trattamento odontoiatrico: un modello di personalizzazione della cura
Maurizio Bossù, Mirta Pinizzotto, Sara Sodano, Maria Eugenia Martelli

12:30 – 13:00
I nuovi approcci nel gruppo terapeutico
Federica Giovannone

I momenti salienti

Video contributo - Prof.ssa Carla Sogos, Neuropsichiatra Infantile

Video contributo - Assessora Claudia Pratelli

La storia di Gaetano

Il contributo rappresenta un’occasione per ricordare quanto sia importante riconoscere i bisogni e i percorsi individuali, sostenere la ricerca e il pieno rispetto dei diritti delle persone nello spettro autistico.

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