Un gesto di vicinanza profonda e istituzionale quello del questore di Roma, Roberto Massucci, che ha voluto incontrare personalmente gli agenti feriti nell’esplosione del distributore di benzina di via dei Gordiani che causò un morto e decine di feriti, lo scorso 4 luglio a Roma. Massucci, accompagnato dal Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, ha portato ai due poliziotti e all’intera équipe medica i propri saluti e un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con dedizione e competenza.
A distanza di sei mesi, i due agenti stanno ancora affrontando un impegnativo percorso terapeutico presso il Policlinico Umberto I, seguiti dalla squadra d’eccellenza guidata dal Professor Giovanni Pellacani, Direttore della UOC di Dermatologia.
A occuparsi in prima linea del trattamento delle cicatrici è il Professor Steven Paul Nisticò, specialista in laserterapia e Direttore della Scuola di Dermatologia dell’Università La Sapienza di Roma, affiancato dal Professor Giovanni Cannarozzo. Nisticò spiega come, per favorire il recupero funzionale degli arti e la mobilità delle mani, vengano utilizzati macchinari di ultima generazione, capaci di “sbrigliare le cicatrici fibrotiche e ripristinare nel tempo l’elasticità fisiologica del tessuto”.
Queste tecnologie rappresentano una vera avanguardia medica, testimonianza concreta della qualità e dell’innovazione che caratterizzano la sanità del Policlinico Umberto I. Un centro che, ancora una volta, dimostra di essere un punto di riferimento nazionale per la cura delle ustioni e per i trattamenti dermatologici avanzati.
La visita del questore Massucci non è stata soltanto un atto formale, ma un segnale forte di sostegno umano e istituzionale verso due servitori dello Stato che stanno affrontando un percorso difficile. Allo stesso tempo, ha rappresentato un riconoscimento pubblico al lavoro straordinario dei professionisti del Policlinico, impegnati ogni giorno nel restituire salute, funzionalità e speranza ai loro pazienti.
Un incontro che unisce istituzioni, medicina e umanità, ricordando quanto la collaborazione e la competenza possano fare la differenza nei momenti più complessi.