Gallerie ipogee e bonifica delle cabine idriche

Il primo progetto di risanamento delle gallerie ipogee risale al 1987 e in 20 anni nulla è stato fatto. L’attuale direzione generale nel febbraio 2006, in occasione di una conferenza stampa (v.comunicati stampa) tenuta dal Presidente della Regione in presenza dell’Assessore alla Sanità, del Sindaco del Comune di Roma, del Rettore e del Preside dell’Università La Sapienza, mostrò le immagini di degrado in cui versava il Policlinico e presentò il “Masterplan” condiviso dalle istituzioni presenti alla conferenza medesima. Tra le criticità si evidenziava lo stato delle gallerie ipogee. Un anno dopo la conferenza stampa i sotterranei del Policlinico furono oggetto di un pesante attacco mediatico. Per la soluzione del problema la Regione Lazio nel marzo 2007 deliberò l’assegnazione di € 28.000.000. Alla fine del maggio 2007 è stata completata la redazione del progetto definitivo che ha consentito la pubblicazione del bando di gara per l’appalto integrato (ex art. 19 della legge Merloni) della progettazione esecutiva e della realizzazione delle opere. La gara è stata aggiudicata il 25 gennaio 2008, dopo l’espletamento degli accertamenti tecnico-qualitativi sugli elementi giustificativi delle offerte, come richiesto dal Codice dei contratti. Nelle more della stipula formale del contratto e della redazione del progetto esecutivo, al fine di contenere i tempi operativi, l’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) aggiudicataria dell’appalto ha provveduto, dagli inizi di febbraio, come consentito dalla legge per gli appalti integrati, a:

 

  • organizzare l’area di cantiere con le dotazioni e gli uffici necessari, di concerto con i Dipartimenti interessati e sotto la supervisione della Direzione Sanitaria;
  • effettuare indagini avanzate sulla situazione dell’area di sedime dei lavori e delle sottogallerie, al fine di mapparne la configurazione morfologica e igienico/sanitaria;
  • effettuare analoghe indagini nelle zone esterne individuate per le uscite di servizio e per definire le opere necessarie per il perfezionamento del progetto;
  • realizzare, in coordinamento con i progettisti, l’abaco dei materiali, l’ottenimento dei titoli abilitativi, l’organizzazione dalla sanificazione in progress del cantiere;
  • rimuovere le tubazioni morte per verificare la situazione delle volte e il relativo “affollamento” impiantistico.

A fronte delle rilevazioni puntuali e delle verifiche distruttive, non espletabili in altre fasi e attuate preliminarmente, e della grave situazione posta in evidenza degli scarichi fognari delle sottogallerie, del grado di ostruzione delle stesse causata dalle concrezioni accumulatesi nel tempo, della presenza di superfetazioni, di intasamenti, di crolli e di esiti di interventi diacronici, è stato possibile, non solo prefigurare tempestivamente le azioni da realizzare per superare le criticità connesse al recupero edilizio, ma anche e soprattutto porre i progettisti e l’ATI in condizione di adeguare in tempo reale la progettazione degli stralci e le modalità tecnologiche di intervento. Per proprio specifico ruolo, il Servizio tecnico ha provveduto a:

 

  • costituire l’Ufficio di Direzione dei Lavori accorpando le varie professionalità idonee alla gestione complessiva della commessa;
  • far nominare la Commissione di Collaudo in corso d’opera;
  • coordinarsi con la Direzione Sanitaria per condurre le fasi di occupazione operativa delle sottogallerie in maniera quanto più indolore possibile rispetto all’ordinaria gestione del plesso ospedaliero;
  • operare da collegamento operativo con il Nucleo di Valutazione regionale, al fine di rispondere con tempestività e precisione alle indicazioni di modificazione e/o di integrazione proposte per il progetto, come da ultimo con l’invio del definitivo adottato, in data 17 marzo 2008.

 

Il 9 maggio 2008 è stata effettuata la consegna dei lavori all’ATI affidataria e il 31 luglio 2008 sono stati conclusi i lavori relativi ad uno stralcio, il quale ha consentito di riportare la parte vitale delle gallerie ipogee al loro appropriato utilizzo da parte del personale e degli utenti. Ottenuta la disponibilità dell’utilizzo anticipato, l’intervento è in corso di completamento con le risorse di contratto, per realizzare la funzionalità dell’opera per gli usi a cui è destinata, eliminando le criticità emerse nel corso dei lavori con interventi sui sistemi fognari, sugli impianti elettrici, sulle tubazioni vapore, sulle percolazioni esterne, senza porre in essere opere in contrasto con le strategie progettuali del Policlinico, formalizzate dalla approvazione del Piano Direttore – Masterplan – e nel rispetto degli esiti del Concorso internazionale di progettazione. Per quanto concerne la rete idrica, negli ultimi 3 anni tutti gli edifici del Policlinico, precedentemente alimentati da un sistema con serbatoi idrici, sono stati collegati all’acquedotto comunale, e dispongono quindi dell’acqua diretta. Tale operazione ha consentito, nell’ambito dell’appalto delle gallerie ipogee, di smaltire circa mille cassoni in fibra d’amianto.

 

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