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Giornata europea del Numero Unico dell'Emergenza 112

Giornata Mondiale Epilessia

Un gesto solidale può diventare contagioso e fare la differenza nella vita delle oltre 500.000 persone che in Italia sono chiamate a fare i conti con l'epilessia e le problematiche che ne derivano.

Oltre 50 milioni nel mondo, 6 milioni solo in Europa: "Sono numeri non da malattia rara, ma da malattia frequente", dice  il prof. Oriano Mecarelli, presidente Lega italiana contro l'Epilessia, ricercatore alla 'Sapienza'responsabile dell'Ambulatorio per le Sindromi Epilettiche della UOC di Neurofisiopatologia del Policlinico Umberto I.

"L'epilessia porta con sè un alone di pregiudizio. Questo non solo in Italia ma in tutto il mondo. Pregiudizio portà con sé discriminazione, il più delle volte, e aggrava lo stigma che circonda questa patologia. Quindi parlarne è fondamentale, non soltanto in questa Giornata dedicata, perché le persone conoscano in modo corretto di chee malattia si tratta".

"ll nostro obiettivo è migliorare la capacità di cura, permettere a tutti, in ogni territorio nel nostro Paese, l'accesso a cure qualificate, la qualità di vita di queste persone e soprattutto sconfiggere - e qui che la ricerca è fondamentale - l'epilessia farmaco-resistente: allo stato attuale non riusciamo a curare oltre un terzo di questi pazienti. Quindi dobbiamo trovare delle strategie efficaci anche per le forme più gravi".

Trentaseimila nuovi casi in Italia: da molti anni in Italia siamo in prima linea nella lotta all'epilessia. "Ma non possiamo, purtroppo, parlare ancora di prevenzione riguardo all'insorgere dell'epilessia, ma siamo in grado di fornire livelli di cura adeguati, nella maggior parte dei casi con i farmaci specifici.  Esistono nuovi preparati tra cui un derivato della cannabis, il cannabidiolo, che a breve sarà introdotto anche in Italia. Soprattutto, però, dobbiamo potenziare di più la rete dei centri che consentono l'intervento chirurgico perché  molti casi di epilessia si possono affrontare e anche risolvere con un trattamento neurochirurgico. Attualmente invece in Italia ne operiamo molto pochi".

 

 

 

 







Pubblicato sul portale il: 11/02/2020 09:20:52
Ultima modifica: 11/02/2020 14:37:47
Autore: alessandra binazzi


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